Tu lo sai che respiri?

Il maestro chiede al discepolo che cosa sia veramente essenziale per lui in questa vita effimera e dolorosa. Il discepolo risponde: ” Il brahman. Si trovano vicino ad un pozzo. All’improvviso il maestro immerge la testa del discepolo nell’acqua. Trenta secondi, un minuto, due minuti. Il maestro molla la presa, il discepolo riprende fiato a pieni polmoni. Il maestro gli rifà la domanda: che cos’era essenziale quando avevi la testa sott’acqua? ” storia indù1

Respirare insieme alle api? Si può all’azienda agricola le due Pervinche. In questo luogo, immerso nella natura le api- in sanscrito bhramari – le erbe, i profumi saranno parte di noi. Sarà un pomeriggio per ritrovarsi, per ritrovare la pace e il contatto con la natura e con sé stessi. Federica dell’azienda agricola “le due pervinche”ci farà conoscere il mondo di questi piccoli insetti e stimolerà i nostri sensi con esercizi sensoriali. Io invece tenterò di condurvi in un viaggio a ritroso; abbandoneremo i sensi esterni per connetterci al nostro respiro, tenteremo di abitarlo per renderlo rilassato. Lo incontreremo, lo conosceremo senza fretta, lo ringrazieremo di nutrirci e di sostenerci. Porteremo la nostra presenza su questo parte essenziale di cui siamo inconsapevoli, per ricordare anche quale fortuna sia poter respirare a pieni polmoni. 
Al termine dell’esperienza, Federica proporrà l’assaggio di alcuni prodotti biologici della sua azienda agricola. Vi aspettiamo. 
🐝
L’offerta consigliata – a completo sostegno della raccolta fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica – è di 20€ .

info:

  • Per prenotare contatta Federica Giglio 338 9124932
  • 15016 Cassine, Alessandria
  • Strada Valdanzanotto 13
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  1. Hervé Clerc “Le cose come sono” Adelphi ↩︎

Apre Yin Yoga Studio a Genova

nuova collaborazione

Venerdì 20 Ottobre dalle 18:00 alle ci sarà l’inaugurazione del nuovo studio di Samantha Richarson e Matteo Rolleri, due insegnanti, lei inglese, lui genovese ma da parecchi anni all’estero – che hanno deciso di mettere casa a Genova e aprire uno studio di yoga qui. Li ho conosciuti a Gennaio, alla fine della classe di ashtanga inspired mi hanno salutata e ringraziata e mi hanno detto, “Ripartiamo per Londra, ma ci rivediamo a Settembre, perché apriremo uno studio a Genova.” Cosi é stato. A Settembre sono tornati da me a praticare, poi mi hanno invitata a vedere il loro studio chiedendomi se volevo far parte della squadra. E quindi eccoci qui!

In questo bellissimo studio ci saranno classi di Yin Yoga, una pratica statica svolta prevalentemente a terra con Matteo, ma anche classi dinamiche: con Paolo Alessandro Alì lo stile Anusara , lo Yang Vinyasa con Samantha e Matteo, con me il Vinyasa Krama. La sala é molto capiente, centralissima e luminosa.

Vieni a conoscerci venerdì. Ci saranno musica, aperitivo vegetariano e bollicine, mentre per la pratica ci si vede a partire da lunedì 23 Ottobre. E’ possibile prenotare una lezione di prova. Visita il sito della scuola e prenota la tua lezione gratuita.

Le mie lezioni saranno il lunedì e il mercoledì:

lun 19:45 vinyasa krama

mer 13:15 yoga basic

mer 18:15 vinyasa krama

Ti aspetto sul mat!

Yin Yoga studio Genova – Piazza della Vittoria 11 int. B

Divagazioni

Nel momento che diventi forma la tua narrazione é il frammento di un testo in divenire, racconta di te e del tuo vissuto ma si sovrappone alle scie narrative dissolte nel tempo; paesaggi e figure mitiche con le loro storie affascinanti e articolate. Storie che si ricompongono in un universo possibile.

La narrazione si discioglie ancora nel passare oltre. Il respiro tesse le trame, attinge dagli echi del passato e proietta soffi nel futuro, in un flusso continuo che sempre si rinnova. Realtà materiale e ipotesi immaginifiche. Ma non é sogno né sonno. Puoi esplorare spazi che assumono colori anche se invisibili. Questa é la sfida. Lavorare come un nomade sui confini del reale. La direzione é in ascesa ma all’ascesa arrivi solo se hai esplorato le tue zone d’ombra. Così si impara dai racconti. Percepisci le direzioni, i punti di luce e i suoni? 

Allontanarsi surfando da chi ha risposte, da chi spiega ma é tutto esterno. Allontanarsi dalle immagini del vorrei e dai rumori delle maschere. Tra le onde i teatrini si dissolvono.

Dentro ogni asana c’é una storia

Nuovo anno, nuovo inizio

Il 14 Gennaio a Genova, ci sarà l’open day dello studio Helth Yoga. Nel giorno di apertura gli insegnanti condivideranno con voi la propria esperienza sul tappetino. Le lezioni saranno gratuite per tutto il giorno.

L’appuntamento con me sarà alle 10:15 per una pratica vigorosa ispirata alle sequenze della prima serie del maestro K. Patthabi Jois. 

La pratica é aperta a tutti i livelli, ma é essenziale sia da principianti che da praticanti esperti, ascoltarsi e rispettare i propri limiti, mentali, emozionali e corporei.

Per partecipare occorre prenotare il tappetino (sotto trovate le info) , arrivare a stomaco vuoto (o mangiare almeno due ore prima), indossare abbigliamento che permetta libertà nei movimenti. Si pratica scalzi.

Durante la settimana mi trovate presso lo studio in questi giorni e orari

Martedì

8:00 Morning Yoga (60 min) – una pratica dolce e lenta  

9:30 Vinyasa Krama (75 min) – pratica dinamica di posture in progressione e coordinate dal respiro

Mercoledì

11:30 Hatha Flow (75 min) pratica in cui le posture vengono tenute più a lungo, respiro fluido e regolare e studio di allineamenti

13:00 Vinyasa Krama (75 min)

18:00 Ashtanga Inspired 18:00 (90 min)

19:45 Yin (60 min) pratica complementare alle pratiche yang (dinamiche) si concentra sui tessuti connettivi, più profondi e rigidi come fascia, legamenti, tendini, articolazioni ed ossa.

Ci vediamo sul mat

Classe speciale di Vinyasa Krama

Non vi ho ancora parlato della novità di quest’anno. Da Ottobre collaboro con il centro “studio Sauli 4”. La shala é bellissima, si affaccia in via San Vincenzo, é silenziosa e luminosissima. La direttrice del centro è Silvia Canevaro, anche lei insegnante yoga e operatrice ayurveda. La nostra formazione è apparentemente distante, comune la visione olistica della vita. Nello studio si praticano differenti stili di yoga. Agli stili di yoga fisico, hatha e vinyasa, vengono affiancati corsi di yoga accessibile, yoga dolce, yoga con la sedia, yoga del viso, yoga per malati oncologici e Raja yoga (meditazione). Nello studio ricevono anche altri professionisti del benessere: massaggiatori, osteopati e fisioterapisti.

È stato durante uno dei nostri colloqui con Silvia – le raccontavo il mio percorso, i primi passi nell’Hatha Raja Yoga, poi nell’Ashtanga Vinyasa, lo Yin Yoga e infine l’incontro e l’amore per il Vinyasa Krama, quella che considero “la mia pratica” – che è nata l’idea di proporre delle classi speciali di Vinyasa Krama durante il weekend, periodo in cui si è più propensi a staccare dalla routine settimanale e più disponibili per stare in “uno spazio di ascolto, attenzione e accoglienza”.

Questa classe del sabato durerà un po’ più a lungo delle classi proposte durante la settimana: ci sarà spazio per praticare mantra, pranayama, le sequenze in piedi e da seduti, le inversioni, il rilassamento finale, savasana e la meditazione.

Durante questa lezione praticheremo con un ritmo lento, ma l’intensità non mancherà: il corpo cercherà la precisione nei gesti e il respiro profondo guiderà ogni movimento. Ogni asana troverà il suo posto all’interno di un processo sequenziale graduale: dal rivolgere i sensi verso lo spazio interiore, pratyahara, attraverso la dharana, la concentrazione, avremo accesso allo spazio di meditazione, dhyana, in cui accogliere la totalità in noi.

La pratica é apprendimento, osservazione e resa. La ripetizione delle asane nel tempo ci evolve, ci aiuta a funzionare meglio, viene integrata nel quotidiano. Ci offre gli strumenti per interpretare il quotidiano, disvela gli schemi che ci guidano, aiuta a risolvere i conflitti migliorando il nostro senso di equilibrio. Krama è questo, un processo graduale, che se vissuto consapevolmente, ci porta ad accogliere il cambiamento.

Vi aspetto numerosi in questa prima classe che si svolgerà:

  • sabato 19/11/22
  • 10:30-12:30
  • Studio Sauli 4 – via Orti Sauli 4/7 sc. A, 16121 Genova
  • Costo lezione singola 16€
  • Prenotazione obbligatoria: (347-0495244 con messaggio via whatsapp)

La classe è adatta a chi pratica da tempo e a chi, pur avvicinandosi per la prima volta allo Yoga, svolge regolarmente un’attività fisica.

Pasta reale o marzapane

La ricetta di Ilenia

Come promesso ecco la ricetta della pasta di mandorle di Ilenia, con cui preparare la frutta martorana. Le foto di questo articolo sono di Lorella Aiosa che ha fotografato Ilenia, nostra comune amica, mentre preparava la frutta “mani in pasta” insieme alla sua famiglia.

Le mani che impastano sono per me da sempre un segno d’amore, mi riportano all’infanzia, alle domeniche lente in cui la mattina, insieme a mia sorella, impastavamo la pasta fresca insieme alla nonna. Questo gesto così semplice porta con sé i ricordi dei luoghi e le emozioni: il piano di marmo della nostra cucina, il giardino che s’intravedeva dalla finestra, le risate e l’allegria trascinante della nonna; ma é anche un modo, come scrive Lorella nel suo articolo, di ricordare chi non c’è più ma in qualche modo è sempre con noi.

(…) mi sento ancora le mani meravigliosamente unte di gioia e amore e dolcezza e sorrisi e mani che preparano, ricordando e commemorando come merita, chi rimane sempre con noi anche se non c’è più. Dedicato a NOI che restiamo e a LORO.

Ingredienti
  • g 500 farina di mandorle
  • g 500 zucchero a velo (*)
  • g 65 acqua
  • g 50 di miele
  • 1 fialetta di aroma di mandorle (facoltativa)
  • coloranti alimentari in polvere
  • alcool puro o liquore ad alta gradazione alcolica (tipo grappa)
  • brillante alimentare (facoltativo)
Procedimento

Unire in una terrina la farina allo zucchero e l’acqua, versando lo zucchero e l’acqua in modo graduale. Aggiungere il miele e l’essenza continuando a mescolare il tutto delicatamente fino ad ottenere un impasto compatto e malleabile. E’ importante non girare troppo l’impasto altrimenti l’olio contenuto nella farina di mandorle fuoriesce con il risultato di una pasta oleosa e friabile che non si riesce a manipolare per bene. E’ consigliabile manipolare poco in una prima fase e lisciare bene, appallottolando con le mani, prima di mettere le porzioni negli stampi. Per non fare attaccare la pasta agli stampi é necessario spolverare all’interno dell’amido di mais o rivestire lo stampino con della pellicola trasparente. In alternativa modellare con le mani la pasta creando le forme della frutta gradita. Far riposare per 24 h prima di procedere alla colorazione.

Per la colorazione é necessario acquistare i colori per alimenti e diluirli con un pennellino utilizzando l’alcool puro. I colori possono essere diluiti utilizzando su un piatto, in modo da creare i colori base e le varianti per le eventuali sfumature. Per colorare utilizzare pennelli per pasticceri o pennelli con setole di qualità. La colorazione deve avvenire a strati, con l’accortezza di fare asciugare bene lo stato precedente. Solitamente si adotta l’ordine seguente:

  • giallo limone per creare un colore di base
  • estremità dei frutti
  • corpo centrale
  • eventuali sfumature o striature varie
  • brillante alimentare, meglio se il giorno dopo

Se volete regalare la frutta, fatela riposare per 24 h prima di confezionarla nel vassoio con la carta trasparente. Buona festa di Ognissanti.

Cose buone di Palermo

Tra le tante cose belle che mi ha regalato Palermo, c’é stata la scoperta del Laboratorio Zen Insieme. Una scoperta fatta per caso mentre si conversava a pranzo con Ilenia e Lorella a casa di Ilenia. A loro, palermitane doc, ho chiesto consiglio su tutto: luoghi da visitare e indirizzi dei negozi preferiti, specialmente bar e pasticcerie per le mie colazioni. Dove assaggiare cannoli e cassate, quali friggitorie scegliere per panelle e arancini, dove andare per la granita e indirizzi vari per cenare. La lista é bella lunga!

Dato che nei mie mille giri nei bar e pasticcerie del centro non avevo ancora visto esposta una delle mie passioni, la frutta martorana, ho chiesto loro dove avrei potuto acquistarla. Ilenia, che é cuoca esperta, la prepara in casa con una sua ricetta, invece Lorella si é ricordata di aver visto proprio in quei giorni le “mamme dello Zen’ indaffarate nella preparazione dei famosi dolcetti. E’ stata lei a suggermi l’acquisto della frutta martorana proprio da loro, le “mamme dello Zen”, perché buonissima, come fatta in casa con prodotti di qualità, senza tanto zucchero ad appesantire l’impasto di farina di mandorle, confezionata nel laboratorio-cucina dell’associazione e a parlarmi dell’associazione. Nel giro di due minuti, giusto il tempo di una telefonata, ha organizzato l’acquisto, la vendita e il luogo di consegna di tre vassoi di frutta per me, perché a Palermo portare in tavola il 2 Novembre, giorno di Ognissanti questi frutti colorati è di tradizione.

Grazie al mio girovagare come turista nei giorni successivi ho scoperto da dove deriva il nome di questi dolcetti che hanno una storia curiosa legata a quella delle suore del convento attiguo alla Chiesa della Martorana, (chiesa di San Niccolò dei Greci) a Palermo. La tradizione vuole che le monache del monastero benedettino in occasione della visita di Carlo V a Palermo (ma in rete si trovano riferimenti a visite Papali e/o di Vescovi ) avessero preparato dei dolci a forma di frutta, in particolare di agrumi, da appendere al posto di quelli veri già raccolti per abbellire gli alberi spogli del loro giardino e accogliere nello splendore dei colori il sovrano (o chi per lui) in visita.

Com’era da immaginare il mio vassoio é finito in men che non si dica, ed é stato una vera esplosione di gusto. La frutta é squisita e la differenza con quella che usualmente si trova in commercio é evidente: con la ricetta “di casa” i frutti sono meno dolci e stucchevoli, prevale il sapore delle mandorle e l’impasto é morbido. Tutta un’altra cosa per gola e palato e forse anche per la dieta! Proverò a chiedere ad Ilenia se ci gira la sua ricetta.

Ma chi sono le “mamme dello Zen”? Lo ZEN (acronimo di Zona Espansione Nord) è uno degli ultimi grandi quartieri popolari realizzati a Palermo. Ha una parte più recente, denominata Zen 2 ancora in parte mancante di urbanizzazione primaria completa e molte delle famiglie che che la abitano è ancora in attesa dell’assegnazione definitiva degli alloggi. Le mamme dello Zen sono donne – ma sono parte attiva dell’associazione anche genitori e bimbi – che si confrontano tra loro e partecipano attivamente ai programmi offerti dall’associazione che dispone di una struttura di 700 mq dove vengono svolte attività educative e di sviluppo che hanno come finalità “un percorso di crescita dell’intero quartiere” a partire delle capacità e competenze degli abitanti per il superamento di ogni forma di marginalità e per la valorizzazione della cittadinanza attiva.

il Laboratorio Zen Insieme opera da oltre trent’anni. Nasce nel 1988 dall’impegno di un gruppo di assistenti sociali che insieme ad alcuni abitanti del quartiere si sono attivati per il riscatto e la dignità di questo quartiere che é una delle zone più difficili di Palermo. Il progetto nel tempo ha preso corpo e continua grazie anche all’impegno di un gruppo di giovani. Il centro ospita oggi i programmi Punto Luce e Spazio Mamme realizzati in collaborazione con Save The Children e ha in carico più di trecento minori coinvolti in attività di doposcuola, laboratoriali, didattiche, culturali, sportive, ricreative. Ospita una biblioteca che é punto di riferimento anche per per il territorio circostante.

L’Associazione ha inoltre contribuito al recupero di aree importanti come l’orto adiacente al centro, il campetto A. Parisi e il giardino di via Primo Carnera, progettato da Gilles Clément e Coloco per Manifesta12, luoghi restituiti all’utilizzo e assicurati alla cura dell’intera comunità.

Tanti sono i progetti in corso e per questo vi suggerisco di visitare la loro pagina web dove trovate tutto sulla storia e sui progetti in corso e sui modi pre sostenere l’associazione.

Qui il link alla loro pagina web: Zen Insieme

Qui il link alla pagina instagram di Ilenia e alla pagina web di Lorella

Qui il link alla pagina del progetto del giardino progettato da Gilles Clément e Coloco per Manifesta12

Yoga solidale ad Acqui Terme

Sabato 27 Agosto nel chiostro di San Francesco ad Acqui Terme si terrà l’ultimo degli incontri iniziati a Luglio di yoga solidale a sostegno della ricerca sulla fibrosi cistica.

La fibrosi cistica è una malattia genetica ereditaria, cronica ed evolutiva, che solitamente si manifesta nei primi anni di vita, colpendo l’apparato respiratorio e quello digerente. Allo stato attuale la guarigione non è ancora possibile e la durata media della vita è minore rispetto a quella di un individuo sano. In Italia un neonato su 2500-3000 è colpito da questa malattia.

È stato grazie ai post di Paola (Paola Zunino) sul profilo Instagram delegazioneffcricerca_acquiterme, se mi sono sensibilizzata e ho qualche informazione in più su questa malattia. Il profilo racconta le storie dei malati, promuove campagne di raccolta fondi e informa sulle cure e i medicinali attualmente a disposizione. Da un nostro incontro ad Acqui è nata questa piccola iniziativa a supporto della ricerca.

Se sei in vacanza o abiti nella zona dell’acquese hai ancora la possibilità di unirti a noi per praticare una classe di yoga accessibile. Non è necessario essere sportivi e atletici e neppure essere praticanti esperti. Viceversa se lo sei, sei ugualmente benvenuto.

Concludo ringraziando tutte le persone speciali che hanno partecipato agli incontri, la Corale città di Acqui Terme che insieme al Comune ci ha messo a disposizione questo spazio raccolto che invita alla connessione e Paola, per il suo entusiasmo e la sua generosità.
A sabato prossimo 💓

  • quando: sabato 27 Agosto
  • ore: 10
  • dove: cortile della chiesa di San Francesco. L’accesso avviene dal parcheggio della caserma, in piazza Don Piero Dolermo, 24, Acqui Terme.

Link utili:

Delegazione FFC Acqui Terme

Fibrosi Cistica Ricerca

Guru Purnima 2022

Colui il cui sguardo è stabile anche senza un oggetto, il cui respiro è stabile senza sforzo, [e] la cui mente è stabile senza un sostegno, egli solo è uno yogi, un guru, e lui solo si deve servire. Amanaska 2.44

Oggi è Guru Purnima la giornata in cui si celebrano con gratitudine e rispetto i maestri spirituali che ci hanno insegnato nella nostra vita. Secondo l’interpretazione della tarda Advaya Taraka Upanishad (14-18), il termine guru origina dalla radice “gu” che denota oscurità mentre la sillaba “ru” denota la luce. Il Guru sarebbe colui (il brahman) che conduce il discepolo (shishya) dall’oscurità alla luce. La trasmissione degli insegnamenti si basa sull’esperienza diretta e pratica e viene chiamata ”parampara”. Tradizionalmente la conoscenza poteva essere trasferita dal guru al discepolo solo dopo anni di apprendistato, anni in cui l’allievo viveva a stretto contatto con il maestro abbandonandosi al Guru completamente: corpo, mente e spirito.

Tra i mantra dedicati al maestro troviamo questo:

gurur brahmā gurur viṣṇur 
gurur devo maheśvaraḥ
gurur eva para-brahma
tasmai śrī-gurave namaḥ
guru-gita (32)

Il maestro è Brahmā (nume preposto alla manifestazione), il maestro è Vinṣṇu (nume preposto alla conservazione) il maestro è Śiva Maheśvara (Dio preposto al riassorbimento) , solo il maestro, invero è il sommo brahman (assoluto senza qualificazioni), a questo venerabile Maestro sia resa prosternazione adorante.

fonti:

Wikipedia

James Mallinson- Mark Singleton, “Le radici dello yoga”, Ubaldini Editore

Diego Manzi, fonte web

Earth Day

Quando contempli la Terra vedi che ha numerose virtù, di cui la prima è la solidità. La Terra riesce a sopportare moltissime cose, riesce ad assorbire i numerosi urti e schianti che si abbattono su di essa.

La seconda virtù é il suo essere creativa. Ha dato alla luce una miriade di splendide specie, compresa quella umana. Fra noi ci sono numerosi compositori e musicisti di talento ma la musica creata dalla terra è la più splendida. Alcuni di noi sono artisti e pittori eccellenti, ma è la terra ad aver creato i passaggi più stupendi. Se guardiamo a fondo possiamo scoprire le numerose meraviglie che compaiono sulla Terra. Nemmeno lo scienziato più geniale può creare il magnifico petalo di un fiore di ciliegio o di una magnolia.

La terza virtù è la non discriminazione: la terra non giudica mai una cosa come buona o cattiva, ne scorge invece il legame con tutto il resto. Noi umani abbiamo fatto cose avventate che le hanno nociuto, ma non è arrabbiata con noi. Ci conduce alla vita e ci accoglie quando torniamo da lei. Possiede le virtù della pazienza, della stabilità, della creatività, dell’amore e della non discriminazione. Quando riuscirai a riconoscere tutto ciò, percepirai il legame fra te e la Terra.

Se osservi in profondità e percepisci il tuo legame con la Terra proverai ammirazione, amore e rispetto. Quando ti renderai conto che la Terra non è soltanto l’ambiente, ti sentirai incline a proteggerl a in prima persona. Sei un figlio della Terra. E la Terra è dentro di te. Sai che non c’è differenza tra te e lei. In quel tipo di comunicazione non ti senti più alienato.

Thich Nath Hanh, ”Lettere d’amore alla Madre Terra”, Garzanti

Tratto dal cap. 1 ”Noi siamo la terra”