Una giornata di yoga ad Acqui Terme

Ma che giornata stupenda, lasciatemelo dire! L’anno scorso non ero riuscita ad organizzare nulla per miei incasinamenti e per il caldo afoso di Luglio. 

Invece ieri è andata! E un bel gruppetto di amiche yogine sono arrivate in treno da Genova, per passare insieme a me una giornata conviviale vecchio stile. Tutte armate di protezioni. Covid-docet. 

Poteva mancare una classe di yoga? Abituate a vederci tutti i giorni in virtuale per le lezioni in streaming, una classe in presenza era il minimo per garantirci la nostra dose di benessere e aumentare il buonumore. Cose vere, da toccare con mano, finalmente!

Il programma prevedeva  “yoga flow” sul prato in tardissima mattinata, pranzetto&chiacchiere e, prima del rientro pranayama&meditazione. Tutto tarato sugli orari di Trenitalia, perché in questi giorni mettersi in viaggio con l’auto tra Liguria e Piemonte è un vero azzardo. 

Sappiate che abbiamo rispettato tempi e programma divertendoci un sacco e quindi, quanto prima, si bisserà. 

Giusto sui tempi, la cosa un po folle è stato realizzare che stavo guidando la classe con il ritmo e gli “spiegoni” dell’online e ci è voluta una buona mezz’ora prima di carburare e posare i piedi fuori dal tappetino. Comunque le ore nel parlare e socializzare sono volate, ed abbiamo anche scoperto il “trait d’union” del gruppo: la formazione “artistica” o comunque gli interessi in ambiti creativi. Quindi, per tornare a bomba sulla “strada di casa” , trionfo alla grande di Visuddha!  E uno “spieghino” qui é d’obbligo. Visuddha e’ il nome del quinto chakra ed in sanscrito significa “purificazione”. Situato nella gola, nel passaggio più stretto dell’intero sistema, canalizza l’energia che lo attraversa con un movimento ascendente dall’azione purificante. Governa la nostra capacita’ più sofisticata: l’espressione creativa. E infatti l’affiatamento del gruppo é nato subito, ci siamo ben amalgamate.

Ma non tutto é stato una meraviglia. I momenti dei saluti sono rimasti “irrisolti”, non degni dello slancio comunicativo che ci accomuna. La voglia di suggellare l’incontro con un abbraccio sincero era forte, ma niente baci e niente abbracci. Le braccia sono rimaste bloccate ai lati del corpo. Espressive ma ligie, abbiamo tenuto fede alla regola del “distanziamento sociale”.

Vibreremo insieme al prossimo abbraccio?

pranayama

Ho iniziato a praticare il pranayama durante il mio primo teacher training. I miei maestri sono stati Ambra Vallo e Fabio Filippi, che mi hanno introdotto a molte delle tecniche utilizzate dall’Hatha Raja Yoga per aumentare l’energia vitale (il prana) che è in noi ed in ogni essere vivente.

Pranayama deriva dal sanscrito प्राणायाम, una parola composta da due parti: prana e ayama. Prana significa “vita”, “spirito”, “respiro”, Ayama indica “espansione”, “estensione” e da qui deriva la sua definizione di respiro espanso. Ma in sanscrito “yam” significa anche “controllare” e da qui deriva la definizione “controllo del respiro”.

Aldilà delle definizioni quello che é certo é che, una pratica costante, introduce a diversi stati fisici e mentali e ad una maggior presa di coscienza, generando una maggiore consapevolezza e sensibilità; insegna a calmare il corpo fisico, a controllare quello “sottile”, e a disciplinare la mente.

Le tecniche sono numerose ma in generale, se la respirazione e’ lenta si induce uno stato di calma e di rilassamento. Se invece acceleriamo il respiro si genera in tutte le parti del corpo un effetto stimolante e rivitalizzante. Se cerchiamo equilibrio, dovremmo regolare il flusso del respiro in entrata ed in uscita nelle narici. 

pranayama_fede_yoga_

2, 2, 2

Amo le cose semplici e la torta di mele è una di queste. Conosco tantissime ricette di torte di mele, ma questa é quella a cui sono più affezionata perché mi riporta indietro nel tempo, quando da bambina con la nonna si pelavano le mele e si preparava la torta con questa ricetta veramente light e facile da ricordare. Uova, farina e zucchero sono nella stessa quantità, duecento grammi. Da gustare a colazione o a merenda senza i sensi di colpa del boccone dopo!

Torta di mele della nonna Adelina

ingredienti

2 uova | 200 g di zucchero | 200 g di farina | latte quanto basta | 6 mele |succo di mezzo limone  | 1 cucchiaino di cannella in polvere | zucchero a velo |

procedimento

Tagliare le mele a spicchi e riporli in un recipiente con il succo di limone e un cucchiaio di zucchero.

In una terrina, sbattere le uova con lo zucchero rimanente, aggiungere la farina e – se l’impasto risultasse troppo asciutto – un poco di latte. 

Rifasciare con carta forno una tortiera del diametro di 24 cm e versare il composto.

Unire le mele al composto e cuocere in forno caldo a 170 C°-180 C° per circa 30 minuti.

Servire la torta tiepida spolverizzandola con zucchero a velo e cannella.

Emilio Vedova a Palazzo Ducale

Vedova alla sala delle Cariatidi

Che cos’e’ un quadro, l’arte! Un nucleo di energia attiva                                   

Era da tempo che non vedevo qualcosa di così potente, impattante ed esplosivo come questa esposizione curata da Germano Celant in occasione del centenario della nascita dell’artista Emilio Vedova.  La mostra é ospitata all’interno della sala delle Cariatidi al primo piano di Palazzo Reale ed é promossa dal Comune di Milano Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. La sala che la ospita é anch’essa un opera d’arte segnata dalla guerra. Perciò perfetta nella sua tangibile sofferenza per accogliere le opere del maestro dislocate lungo il percorso che si sviluppa intorno ad un muro alto 5 metri e lungo 30 posto diagonalmente nella sala. Una macchina espositiva che con la sua presenza amplifica e risalta la forza del messaggio dell’artista. Le macerie della grande guerra sono oggi più che mai contemporanee e sono visibili qui a Milano in questo magico connubio di arte e architettura. Nelle opere esposte di Vedova e nell’architettura, dove le cariatidi sfregiate e mutilate esse stesse testimoniano l’atrocità e le sofferenze della guerra.  Tutta da vedere quindi questa mostra che ci viene donata. L’entrata è libera. Ma affrettatevi. E’ visitabile fino al 9 Febbraio 2020.

Workshop sulle inversioni

una mattina con Carlson

Ieri ho partecipato al workshop “Arm balances and inversion” di Carlson Calhoun in questo centro milanese che ha risvegliato e appagato il mio ormai assopito senso estetico di (ex) architetto. Spazi ampi e luminosi, materiali “industriali” (resine, ferro, materiali recuperati – le porte scorrevoli di legno a chiusura degli armadi per i props) affiancati ai materiali preziosi (bellissime le lampade in ottone all’interno delle sale), doghe in legno,  vetrate divisorie in ferro e vetro, finestre da loft industriale. Arredi caldi e vintage, cura dei particolari. Insomma uno spazio dove praticare yoga, bello e di carattere. Le foto i video sono prevalentemente della sala due dove abbiamo praticato ieri mattina. Quando Carlson è entrato, l’energia delle yogi presenti si e’ subito attivata. Per due ore abbiamo ascoltato la sua voce e osservato i suoi modi gentili nel condurre. Con il sorriso ci ha spronate a provare i nostri limiti senza aver paura di cadere, accettando il punto di partenza di ognuna di noi. Per quel che mi riguarda non ho ancora abbandonato il muro, che mi assiste e mi conforta sia negli handstand che in pincha mayurasana, ma sento nelle braccia, nelle spalle e nel core molto più controllo e stabilità di qualche mese fa. Se guardo indietro so che ho fatto molta strada da quando sgambettavo sbattendo a caso qui e là per la fretta di arrivare su. Oggi mi godo il percorso, mi impegno, e mi diverto, sapendo che non è importante arrivare in fretta ma come si arriva. A farmi “comprendere” hanno contribuito e stanno contribuendo in molti che di volta in volta hanno condiviso con me capsule del mio viaggio. Persone, amici, teachers e luoghi. Non li cito tutti perché sono davvero in tanti…chi mi conosce sa che testa dura ho!  Qui mi vedete in azione assistita e supportata da @carlsoncalhoun che ringrazio per la bella mattinata che mi ha regalato.

Namasté

… Le cose accadono quando devono accadere …

Presentarsi non é una cosa semplice per me. Ma anche in questo lo yoga mi ha cambiata. E infatti ho deciso di aprire un blog per raccontare….scrivere quello che faccio, cosa mi piace e come é cambiata la mia vita da quando lo yoga ed io ci siamo incontrati. Ne parlo cosi’ perché é stato proprio un incontro “il nostro”, anche se la scintilla dell’amore non é stata immediata! Sono saltata sul tappetino un pò per caso, così tanto per provare, con l’idea che mi sarei rotta le scatole stando ferma a “meditare”. Invece e’ stato tutto un fuoco, un movimento, un esercizio fisico che mai avrei immaginato. Ma ho praticato saltuariamente perché in quel momento avevo bisogno di stare all’aperto e preferivo correre, assillata com’ero dal peso e dalle diete. Con l’approssimarsi della primavera ho sospeso per qualche mese e poi, seguendo il suggerimento dell’amica che ci ha “presentati”, ho ripreso a frequentare lo studio iniziando a praticare con regolarità. Prima tre volte a settimana e poi pian piano, imparate le sequenze dei saluti al sole, anche da sola a casa. É a casa, sperimentando quello che ‘sentivo” in studio che la pratica mi é entrata “sottopelle”. Così mi sono regalata un tappetino. Il più bello, rosso fiammante. E mi sono tuffata in questo mondo in cui oggi non posso fare a meno.

Lo yoga non é uno sport, non ci sono obbiettivi da raggiungere. Lo puoi iniziare a qualsiasi età. Ma richiede disciplina. Non puoi farlo saltuariamente. Va vissuto con costanza e determinazione tutti i giorni. Non dico che necessariamente si debba andare in studio tutti i giorni. Ma sul tappetino si, anche per pochi minuti. Ad un certo punto la pratica deve diventare un’abitudine, deve essere te. 

Lo yoga é come l’amore. Va nutrito, curato, accudito. Non ci sono scadenze da rispettare, o obiettivi da raggiungere in un determinato tempo. Il tempo che esiste é questo. Qui e ora.

Lo yoga é uno stile di vita. Se già pratichi sai di cosa sto parlando e possiamo condividere le nostre conoscenze e le nostre emozioni. Se invece stai iniziando o se solo lo yoga ti incuriosisce, seguimi sul blog o prova le mie lezioni. Sono certa che troverai il tuo percorso verso uno stile di vita con più benessere. Per qualsiasi domanda, suggerimento, richiesta di collaborazione scrivimi qui. Namasté