meditation challenge

Ho iniziato oggi la mia prima challenge. Lanciata su Instagram dalla Baliyoga community consiste in 21 giorni di meditazione recitando il Gayatri Mantra. Il mantra va ripetuto 108 volte, perché questo numero é considerato sacro per molte religioni e tradizioni orientali. I mala – rosari tibetani – sono formati da 108 grani. La distanza del sole e della luna dalla terra è 108 volte il loro diametro. 108 sono i Pitha – centri sacri – sparsi in India. E 108 sono anche le qualità del Buddha.

Se vuoi unirti alla challenge ti basta ritagliare una mezz’ora del tuo tempo da dedicare alla tua crescita interiore e spirituale. Seduta a gambe incrociate, chiudi gli occhi e ripeti il mantra.

Se vuoi essere sicura di recitarne 108, puoi utilizzare un mala. Per ogni grano si recita un mantra.

Se non lo hai, prendi due tazze e in una metti 108 semi (ceci, fagioli, soia, perline). Tieni le tazze vicino a te in modo che siano a portata di mano. Per ogni mantra recitato sposti il seme dalla tazza piena alla vuota. 

Ci prepariamo all’equinozio del 21 Settembre, in cui entreremo nella stagione autunnale, giorno in cui nella tradizione yoga si praticano 108 Saluti al sole.

Il testo del Gayatri e’ questo: 

Om bhur bhuvah svah

tat savitur varenyam

bhargo devasya dhimahi

dhiyo yo nah prachodayat

Se hai un profilo Instagram unisciti alla challenge postando una tua foto (nelle storie  o nel tuo profilo) con gli hastag  #meditation  #baliyogachallenge #fede_yoga_

Con amore Federica

note_pranayama #agosto

penetra in ogni particella del tuo respiro, segui l’onda del tuo oceano

Hai mai provato ad osservare il tuo respiro? Una delle cose che facciamo durante le classi online di pranayama e’ proprio quello. Ci prendiamo mezz’ora di tempo per respirare consapevolmente e meditare. Facciamo esperienza “osservando il respiro”, “seguendo il suo fluire naturale” perché, respiro dopo respiro, si possa attivare una trasformazione. 

Osservare il respiro e’ un po’ come tornare indietro nel tempo. Un viaggio dall’esterno all’interno, verso i nostri primi mesi di vita, quando tutto ha avuto inizio, in quel magma liquido dove abbiamo preso forma; a tu per tu con i primi battiti e i primi respiri. Stiamo respirando e ne diventiamo consapevoli. 

Stiamo mettendo in essere un processo che ci porterà a migliorare il nostro stato mentale e la nostra salute. Perché mente e respiro sono in connessione. Le sensazioni e le emozioni che viviamo quotidianamente ne influenzano il ritmo che cambia al loro variare: quando siamo sotto stress, agitati o spaventati siamo in affanno con il respiro corto, mentre quando siamo rilassati il respiro e’ calmo e stabile. Queste azioni sono controllate dal sistema nervoso. Il sistema nervoso parasimpatico, responsabile del recupero, del riposo e della digestione, agisce calmandoci; mentre il simpatico si attiva nelle situazioni di pericolo, preparandoci alle reazioni “attacco-fuga”. Quando siamo in stato di allerta pronti a reagire in nostro corpo e’ super attivo: le pupille si dilatano, il battito cardiaco accelera, ai muscoli arriva più ossigeno, la pressione sanguigna aumenta, i polmoni fanno passare più aria. L’apparato digerente smette di colpo di funzionare. Siamo in tensione come la corda dell’arco pronta a lanciare la freccia. Se queste situazioni di “tensione” si presentano con regolarità, perche’ per qualche motivo non riusciamo a superare/controllare queste emozioni, siamo in perenne stress. La mente porta il corpo nella situazione di reazione e il corpo può assumere posture rigide che, se ripetute nel tempo, si trasformano in rigidità muscolari stabili.

Il pranayama – e lo yoga – ci vengono in aiuto per evitare o per sbloccare queste rigidità, invitandoci a respirare correttamente e a controllare lo stress. I benefici li sentiremo sul piano fisico con un maggior afflusso d’ossigeno, l’abbassamento della pressione arteriosa e del battito cardiaco, l’apparato digerente rilassato lavorerà al meglio perciò accumuleremo energia. E sul piano psichico, dato che miglioreranno le condizioni mentali ed emozionali. Inoltre, assumendo maggior quantità di prana garantiremo integrità ed equilibrio al nostro corpo pranico. 

Qualche nota per iniziare:

  • inizia il cammino sapendo che il pranayama diventerà un abitudine di vita, quindi non affrettarti ad eseguire pratiche difficili finché non sei pronto. 
  • quello che è necessario è adottare una certa disciplina e soprattutto mantenerla. Inizia con 10-15 minuti e con il tempo pratica una mezz’ora
  • •  sii costante
  • respira senza sforzi 
  • corpo e mente “rilassati”, colonna vertebrale allungata
  • pratica a stomaco vuoto – anche vescica e intestino dovrebbero essere svuotati
  • pratica in un posto pulito arieggiato e silenzioso
  • pratica seduto a gambe incrociate; all’inizio puoi praticare sdraiato (in shavasana)

Con amore 

Federica

note_pranayama #luglio2020

Nei mesi passati in casa, durante il lock-down, ho proposto alle amiche yogine classi gratuite di pranayama. Abbiamo stabilito tre sessioni di una mezz’ora alla settimana, per dare continuità, creare momenti di concentrazione e distaccarci dalle preoccupazioni.

Sin dal primo giorno e dalla prima pratica online, i feedback che ho ricevuto sono stati incoraggianti. Alcuni incontri hanno visto riunite mie amiche, talvolta con le loro figlie in collegamento da paesi diversi dall’Italia. Tutte insieme per respirare e muovere energie praniche, consapevolmente. Le vibrazioni erano percepibili anche online! La cosa entusiasmante per tante di loro é stato realizzare che le sensazioni di sollievo e calma erano ben percepibili e immediate.

Tanto che, anche adesso che la nostra vita é ripresa a ritmi e abitudini quasi normali, ho mantenuto questi appuntamenti, perché la pratica costante del pranayama oltre a creare uno stato emotivo più sereno porta benefici anche nelle pratiche di vinyasa, favorendo lo “stare con agio” nelle asane e il “movimento in sincronia con il respiro”.

Prima di iniziare con il pranayama vero e proprio, ti suggerisco di lavorare semplicemente con il respiro. Ci sediamo nella nostra seduta preferita, la colonna vertebrale ben eretta, testa in equilibrio ed entriamo in osservazione del respiro. Lo seguiamo coscientemente, registrando le sensazioni dell’aria in entrata ed in uscita dalle narici. Se hai piacere assumi con entrambe le mani Jnana mudra, come nella foto.

Prova a far salire il respiro dalla base della colonna alla sommità della testa, ed espira lentamente sempre dal naso seguendo il respiro lungo la sua discesa, dalla testa e poi giù lungo la colonna vertebrale, fino alla tua base, ai muscoli e alle ossa del bacino, all’osso sacro. Cerca di stare concentrata sul respiro, che é dolce, silenzioso, calmo e profondo. Espanditi portando il respiro negli organi di tutto il tronco, senza forzare. 

Per calmare la mente e lasciare i pensieri fuori da questo momento di pausa solo per noi, puoi respirare recitando un mantra. Il più semplice é il mantra Om. Puoi recitarlo inizialmente ad alta voce e poi portarlo all’interno ripetendolo silenziosamente. Lo puoi ripetere ad alta voce al termine della tua sessione sul respiro, a cui potresti dedicare inizialmente cinque minuti alla mattina, appena sveglia e cinque alla sera, prima di dormire.

Sii costante nella pratica, e se hai piacere, raccontami le tue impressioni. E se vuoi praticare il pranayama con me collegati alle mie classi online.

Quando, giorno dopo giorno rinnoviamo un esercizio, fino a padroneggiarne la tecnica, l’ego passa in secondo piano e lascia il posto al nostro essere essenziale, che penetra poi nella nostra coscienza.

K. Graf Dürckheim

Una giornata di yoga ad Acqui Terme

Ma che giornata stupenda, lasciatemelo dire! L’anno scorso non ero riuscita ad organizzare nulla per miei incasinamenti e per il caldo afoso di Luglio. 

Invece ieri è andata! E un bel gruppetto di amiche yogine sono arrivate in treno da Genova, per passare insieme a me una giornata conviviale vecchio stile. Tutte armate di protezioni. Covid-docet. 

Poteva mancare una classe di yoga? Abituate a vederci tutti i giorni in virtuale per le lezioni in streaming, una classe in presenza era il minimo per garantirci la nostra dose di benessere e aumentare il buonumore. Cose vere, da toccare con mano, finalmente!

Il programma prevedeva  “yoga flow” sul prato in tardissima mattinata, pranzetto&chiacchiere e, prima del rientro pranayama&meditazione. Tutto tarato sugli orari di Trenitalia, perché in questi giorni mettersi in viaggio con l’auto tra Liguria e Piemonte è un vero azzardo. 

Sappiate che abbiamo rispettato tempi e programma divertendoci un sacco e quindi, quanto prima, si bisserà. 

Giusto sui tempi, la cosa un po folle è stato realizzare che stavo guidando la classe con il ritmo e gli “spiegoni” dell’online e ci è voluta una buona mezz’ora prima di carburare e posare i piedi fuori dal tappetino. Comunque le ore nel parlare e socializzare sono volate, ed abbiamo anche scoperto il “trait d’union” del gruppo: la formazione “artistica” o comunque gli interessi in ambiti creativi. Quindi, per tornare a bomba sulla “strada di casa” , trionfo alla grande di Visuddha!  E uno “spieghino” qui é d’obbligo. Visuddha e’ il nome del quinto chakra ed in sanscrito significa “purificazione”. Situato nella gola, nel passaggio più stretto dell’intero sistema, canalizza l’energia che lo attraversa con un movimento ascendente dall’azione purificante. Governa la nostra capacita’ più sofisticata: l’espressione creativa. E infatti l’affiatamento del gruppo é nato subito, ci siamo ben amalgamate.

Ma non tutto é stato una meraviglia. I momenti dei saluti sono rimasti “irrisolti”, non degni dello slancio comunicativo che ci accomuna. La voglia di suggellare l’incontro con un abbraccio sincero era forte, ma niente baci e niente abbracci. Le braccia sono rimaste bloccate ai lati del corpo. Espressive ma ligie, abbiamo tenuto fede alla regola del “distanziamento sociale”.

Vibreremo insieme al prossimo abbraccio?

pranayama

Ho iniziato a praticare il pranayama durante il mio primo teacher training. I miei maestri sono stati Ambra Vallo e Fabio Filippi, che mi hanno introdotto a molte delle tecniche utilizzate dall’Hatha Raja Yoga per aumentare l’energia vitale (il prana) che è in noi ed in ogni essere vivente.

Pranayama deriva dal sanscrito प्राणायाम, una parola composta da due parti: prana e ayama. Prana significa “vita”, “spirito”, “respiro”, Ayama indica “espansione”, “estensione” e da qui deriva la sua definizione di respiro espanso. Ma in sanscrito “yam” significa anche “controllare” e da qui deriva la definizione “controllo del respiro”.

Aldilà delle definizioni quello che é certo é che, una pratica costante, introduce a diversi stati fisici e mentali e ad una maggior presa di coscienza, generando una maggiore consapevolezza e sensibilità; insegna a calmare il corpo fisico, a controllare quello “sottile”, e a disciplinare la mente.

Le tecniche sono numerose ma in generale, se la respirazione e’ lenta si induce uno stato di calma e di rilassamento. Se invece acceleriamo il respiro si genera in tutte le parti del corpo un effetto stimolante e rivitalizzante. Se cerchiamo equilibrio, dovremmo regolare il flusso del respiro in entrata ed in uscita nelle narici. 

pranayama_fede_yoga_

Workshop sulle inversioni

una mattina con Carlson

Ieri ho partecipato al workshop “Arm balances and inversion” di Carlson Calhoun in questo centro milanese che ha risvegliato e appagato il mio ormai assopito senso estetico di (ex) architetto. Spazi ampi e luminosi, materiali “industriali” (resine, ferro, materiali recuperati – le porte scorrevoli di legno a chiusura degli armadi per i props) affiancati ai materiali preziosi (bellissime le lampade in ottone all’interno delle sale), doghe in legno,  vetrate divisorie in ferro e vetro, finestre da loft industriale. Arredi caldi e vintage, cura dei particolari. Insomma uno spazio dove praticare yoga, bello e di carattere. Le foto i video sono prevalentemente della sala due dove abbiamo praticato ieri mattina. Quando Carlson è entrato, l’energia delle yogi presenti si e’ subito attivata. Per due ore abbiamo ascoltato la sua voce e osservato i suoi modi gentili nel condurre. Con il sorriso ci ha spronate a provare i nostri limiti senza aver paura di cadere, accettando il punto di partenza di ognuna di noi. Per quel che mi riguarda non ho ancora abbandonato il muro, che mi assiste e mi conforta sia negli handstand che in pincha mayurasana, ma sento nelle braccia, nelle spalle e nel core molto più controllo e stabilità di qualche mese fa. Se guardo indietro so che ho fatto molta strada da quando sgambettavo sbattendo a caso qui e là per la fretta di arrivare su. Oggi mi godo il percorso, mi impegno, e mi diverto, sapendo che non è importante arrivare in fretta ma come si arriva. A farmi “comprendere” hanno contribuito e stanno contribuendo in molti che di volta in volta hanno condiviso con me capsule del mio viaggio. Persone, amici, teachers e luoghi. Non li cito tutti perché sono davvero in tanti…chi mi conosce sa che testa dura ho!  Qui mi vedete in azione assistita e supportata da @carlsoncalhoun che ringrazio per la bella mattinata che mi ha regalato.

Namasté

… Le cose accadono quando devono accadere …

Presentarsi non é una cosa semplice per me. Ma anche in questo lo yoga mi ha cambiata. E infatti ho deciso di aprire un blog per raccontare….scrivere quello che faccio, cosa mi piace e come é cambiata la mia vita da quando lo yoga ed io ci siamo incontrati. Ne parlo cosi’ perché é stato proprio un incontro “il nostro”, anche se la scintilla dell’amore non é stata immediata! Sono saltata sul tappetino un pò per caso, così tanto per provare, con l’idea che mi sarei rotta le scatole stando ferma a “meditare”. Invece e’ stato tutto un fuoco, un movimento, un esercizio fisico che mai avrei immaginato. Ma ho praticato saltuariamente perché in quel momento avevo bisogno di stare all’aperto e preferivo correre, assillata com’ero dal peso e dalle diete. Con l’approssimarsi della primavera ho sospeso per qualche mese e poi, seguendo il suggerimento dell’amica che ci ha “presentati”, ho ripreso a frequentare lo studio iniziando a praticare con regolarità. Prima tre volte a settimana e poi pian piano, imparate le sequenze dei saluti al sole, anche da sola a casa. É a casa, sperimentando quello che ‘sentivo” in studio che la pratica mi é entrata “sottopelle”. Così mi sono regalata un tappetino. Il più bello, rosso fiammante. E mi sono tuffata in questo mondo in cui oggi non posso fare a meno.

Lo yoga non é uno sport, non ci sono obbiettivi da raggiungere. Lo puoi iniziare a qualsiasi età. Ma richiede disciplina. Non puoi farlo saltuariamente. Va vissuto con costanza e determinazione tutti i giorni. Non dico che necessariamente si debba andare in studio tutti i giorni. Ma sul tappetino si, anche per pochi minuti. Ad un certo punto la pratica deve diventare un’abitudine, deve essere te. 

Lo yoga é come l’amore. Va nutrito, curato, accudito. Non ci sono scadenze da rispettare, o obiettivi da raggiungere in un determinato tempo. Il tempo che esiste é questo. Qui e ora.

Lo yoga é uno stile di vita. Se già pratichi sai di cosa sto parlando e possiamo condividere le nostre conoscenze e le nostre emozioni. Se invece stai iniziando o se solo lo yoga ti incuriosisce, seguimi sul blog o prova le mie lezioni. Sono certa che troverai il tuo percorso verso uno stile di vita con più benessere. Per qualsiasi domanda, suggerimento, richiesta di collaborazione scrivimi qui. Namasté