Settembre è arrivato, con il suo invito silenzioso a ricominciare.

Non è solo il ritorno alla routine: il 1° settembre e’ una data simbolica, che per me ha più valore del capodanno. È il momento in cui rallento, annuso le sensazioni emerse in agosto  – che é anche il mese del mio compleanno – come se annusassi il profumo di un cesto di frutta matura per conservarne il ricordo che riemergerà nei mesi invernali. Raccolgo propositi e le intenzioni che affiorano al cuore, lascio spazio ai desideri che vorrei veder fiorire in nuove abitudini. Le scrivo come note a margine tra le pagine della mia agenda mentale. Sono piccole cose, alla mia portata: creare rituali per dormire bene, aggiungere alla mia dieta ancora più frutta di stagione, cucinare con regolarità e varietà (meno insalate e mozzarella) praticare yoga con ancora più costanza ma ascoltandomi, concedermi un fine settimana in un luogo che mi chiama da tempo – il posto é un segreto che non rivelo. Ma soprattutto dire qualche no!

E voi come me desiderate un’ultima gita al mare? O preferite una passeggiata tra i vigneti che cominciano a tingersi di colori autunnali?

Qualunque desiderio abbiate, settembre ci ricorda che ogni giorno é un buon momento per iniziare. Come scriveva Thich Nhat Hanh:

“Ogni mattino è una nuova nascita: chiudi gli occhi per un istante e senti la gioia di ricominciare.”

Io questa rinascita l’ho vissuta sulla mia pelle, a metà agosto.

É stata un’estate diversa dalle altre quella appena trascorsa, segnata da una malattia non grave, che mi ha fortemente debilitata.  Il malessere non mi ha colta di sorpresa, si è intensificato poco a poco, con sintomi generici. Mi sentivo molto stanca e debole già al mattino, ma ho mantenuto gli impegni: le lezioni in studio, la mia pratica personale – anche se sempre più leggera – qualche uscita serale con le amiche. 

Dopo un ritiro a metà giugno – la pratica é sempre stata il mio sostegno anche nei giorni più incerti – mi ero persino illusa di stare meglio. Invece un batterio, silente ma disturbante, si era fatto strada sovrapponendosi ad un infezione virale che aveva indebolito le difese del mio sistema immunitario. Non lo sapevo ancora e ho cercato di vivere la mia vita con questa nuova compagnia. Ho partecipato con entusiasmo alla Charity Dinner #iorespiroiovivo ad Acqui Terme per la Fondazione Fibrosi Cistica, a cui era presente il presidente Matteo Marzotto. Una serata di beneficenza ma anche un appuntamento mondano che non volevo assolutamente mancare. E poche ore dopo ero in viaggio verso la Grecia, con il desiderio di divertirmi tra spiagge e nuotate, lasciando da parte le preoccupazioni per gli accertamenti medici che avrei dovuto fare al mio rientro.

In Grecia però la situazione è precipitata e al rientro a Genova sono stata ricoverata in ospedale.  Finalmente una diagnosi, e con la diagnosi la cura. Una dose massiccia di antibiotici e tanto riposo. Ero sottopeso, le energie al minimo e “l’umore blu”.

La cura richiede tempi lenti

Il riposo tra le colline acquesi, seguendo le prescrizioni degli specialisti, é stato la mia medicina. Giorni fatti di silenzio, letture, messaggi e telefonate a cui finalmente riuscivo a dedicare del tempo. Tan sempre accanto a me. Nessun lavoro in giardino, non avevo ancora recuperato le forze necessarie. E proprio quando pensavo che l’estate scivolasse via cosi, in questo dolce far niente, il mio corpo ha iniziato a rispondere, sorprendendomi. Un passo alla volta, giorno dopo giorno ho cominciato a sentirmi meglio e i desideri sono riemersi.

Si avvicinava la data del ritiro estivo – mi ero iscritta mesi prima – ritiro a cui tenevo tantissimo, ma da affrontare in salute, non certo nelle mie condizioni. Mi ero detta, decido l’ultimo giorno!

Sono partita, ed e’ stato un regalo. Una settimana inaspettata a Caprino Bergamasco, ad imparare, a prendermi cura, a ri-creare i rituali della pratica guidata dal mio maestro. Lì ho condiviso la stanza con due medici e dopo quello che avevo passato, la cosa mi è sembrata quasi ironica, o un segno del destino… Grazie a Francesca e Antonella il mio soggiorno é stato ancora più sereno. Ho condiviso con loro le mie preoccupazioni e il racconto di quanto era successo, e le paure sono scomparse tra chiacchere e camminate. Mi sentivo bene, tranquilla. Come il sole all’alba é tornata la voglia di mare. 

Ed é anche arrivata l’occasione: qualche giorno a Santa Margherita Ligure da mia mamma, con una visita alle cinque terre. Tra le creuze di Monterosso e le stradine di Santa Margherita, sono riaffiorati i ricordi di gioventù ed ho ritrovato la leggerezza che era mancata in Grecia. Ho nuotato, ho camminato per 8-10 km senza fermarmi: qualcosa che credevo impossibile dopo mesi così duri. Mi sono commossa, perché era come riabbracciare una parte di me che pensavo perduta.

Tornare con nuova energia

Si riparte, di nuovo in città, al lavoro che amo: lo yoga con voi.

Dal 1° settembre, riprendono le lezioni. Mi trovate da:

Healthyoga (via XX Settembre 30, Genova)

• lunedì ore 19:30

• mercoledì ore 13:00

• giovedì ore 9:30

• in Salita Viale 

• martedì e giovedì ore 13:15 e 18:30

da ottobre anche una nuova classe di yin/restorative il mercoledì alle 11:00.

In più vi ricordo il ritiro a Monastero Bormida – re·stare retreat, il 12-13-14 settembre. Tre giorni insieme a Stefania Caliandro per immergerci nel silenzio, nella natura e nella pace di questa dimora del 1600.

Si dice che:

“Ogni volta che torniamo da un dolore, torniamo nuovi, come alberi dopo la tempesta.”

Questa frase racchiude in pieno il senso della mia estate: che é stata lunga e difficile, e in cui a tratti, mi sono sentita fragile, ma ha avuto anche la capacità di sorprendermi con tanti bei momenti. Mi ha donato tempo, maggiore consapevolezza e forza. Con rinnovata vitalità sono pronta a ripartire.

Vi aspetto sul tappetino, e magari anche al ritiro.

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