Nel momento che diventi forma la tua narrazione é il frammento di un testo in divenire, racconta di te e del tuo vissuto ma si sovrappone alle scie narrative dissolte nel tempo; paesaggi e figure mitiche con le loro storie affascinanti e articolate. Storie che si ricompongono in un universo possibile.
La narrazione si discioglie ancora nel passare oltre. Il respiro tesse le trame, attinge dagli echi del passato e proietta soffi nel futuro, in un flusso continuo che sempre si rinnova. Realtà materiale e ipotesi immaginifiche. Ma non é sogno né sonno. Puoi esplorare spazi che assumono colori anche se invisibili. Questa é la sfida. Lavorare come un nomade sui confini del reale. La direzione é in ascesa ma all’ascesa arrivi solo se hai esplorato le tue zone d’ombra. Così si impara dai racconti. Percepisci le direzioni, i punti di luce e i suoni?
Allontanarsi surfando da chi ha risposte, da chi spiega ma é tutto esterno. Allontanarsi dalle immagini del vorrei e dai rumori delle maschere. Tra le onde i teatrini si dissolvono.
Dentro ogni asana c’é una storia